Con il Progetto Mosaic il cloud diventa portabile ed interoperabile.

La piattaforma open-source che permette alle applicazioni di negoziare i servizi offerti in modalità Cloud in funzione delle richieste effettuate dall'utente. di Beniamino Di Martino, Professore Ordinario di Sistemi per l' Elaborazione dell' Informazione presso la Seconda Università di Napoli.

Con il Progetto Mosaic il cloud diventa portabile ed interoperabile.

Beniamino Di Martino

di Beniamino Di Martino

Professore Ordinario di  Sistemi per l' Elaborazione dell' Informazione presso la Seconda Università di Napoli.

 

Avete mai utilizzato una webmail (posta elettronica utilizzata attraverso il web), magari dal cellulare? Avete mai provato ad utilizzare quelle applicazioni Live che si aprono all'interno del browser come Google Docs o Office Live? Software come Picasa per la gestione delle immagini o Dropbox per condividere le cartelle in rete? Se sì, siete ormai nel mondo del Cloud Computing.

 

Il termine “Cloud Computing” è un cappello sotto il quale vengono poste oggi una incredibile varietà di differenti tecnologie e soluzioni, che hanno in comune alcune caratteristiche, in particolare la delega alla “rete” di ogni risorsa. Il classico PC tende a scomparire, sostituito da una varietà di dispositivi spesso con limitate capacità di calcolo (a esempio smartphone, netbook, tablet), le applicazioni, i dati e quant'altro risiedono in rete ed è possibile accedervi con strumenti semplici quali un browser internet o software ad hoc.

Ma non è solo l'utente finale a poter “delegare” alla rete le proprie risorse ed i propri dati, pensate ad una piccola azienda, magari appena nata su una nuova idea. Per poter partire è necessario acquisire computer, software per la gestione del personale, degli stipendi dei turni e magari soluzioni specifiche per gli obiettivi dell'azienda; inoltre software e hardware vanno mantenuti, è necessario acquisire personale tecnico dedicato esclusivamente a mantenere in funzione le macchine. Secondo la filosofia Cloud il neo-imprenditore semplicemente si registra presso un Cloud Provider, ed utilizzando degli economicissimi netbook ha modo di accedere a calcolatori molto potenti e memorizzare grandi quantità di dati in rete: ha accesso a risorse illimitate che paga unicamente in base al reale utilizzo (approccio pay-per-use).

 

Un altro esempio noto è quello di una grande azienda, quindi già ampiamente dotata di risorse, che deve far fronte ad un progetto nuovo, la cui validità sarà valutata a sei mesi: le risorse attuali non sono sufficienti per fare fronte al progetto, ma acquisire nuove risorse è una spesa che dopo sei mesi potrebbero essere inutili se il progetto non va in porto. Attraverso il Cloud le risorse potrebbero essere acquisite temporaneamente e pagate solamente per il tempo necessario alla valutazione del progetto.

Fin qui i vantaggi.

Immagina però di essere il responsabile del datacanter della tua compagnia e di ritrovarti in una delle condizioni appena descritte. Dopo un corso di due giorni sei convinto che il Cloud può risolvere effettivamente i tuoi problemi. Quando però proponi l'adozione di servizi Cloud alla tua compagnia ti rendi conto che non tutti i tuoi problemi sono risolti. Prima di tutto realizzi che dovresti utiizzare cloud provider diversi ogni mese, perchè il tipo di cose che devi fare cambia in modo estremamente rapido e le offerte economiche sono vantaggiose in modo differente a seconda dell'uso che ne devi fare (come accade con i piani tariffari dei telefonini). Non solo ti rendi conto che un singolo provider non offre tutti i servizi che ti servono, ma i vari servizi che ti interessano sono offerti da provider differenti.

E’ questa la problematica nota come Application portability and interoperability nel Cloud, anche denominata Cloud vendor lock-in o Walled Gardens, sempre più sentinta con il crescente affermarsi di piattaforme ed Application Programming Interfaces per lo sviluppo di applicazioni per il Cloud, differenti per modalita' d' uso e caratteristiche, e con l' esigenza crescente di poter utilizzare risorse e servizi differenti, offerti da multipli Cloud providers.

 

 

Il Progetto mOSAIC

Il Progetto mOSAIC, ambisce a contribuire alla risoluzione, o almeno alla mitigazione, di tale problema. mOSAIC ha l’ obiettivo di sviluppare una Application Programming Interface neutrale, che integra e media le funzionalita’ IaaS e PaaS offerte dalle API proprietarie (mediante Adapters sviluppati per i diversi providers), ed una piattaforma open-source che permetta alle applicazioni di negoziare i servizi offerti in modalità Cloud in funzione delle richieste effettuate dall'utente. Utilizzando delle Ontologie è possibile specificare i propri requisiti e comunicarli alla piattaforma mOSAIC, che utilizzando meccanismi di brokering multi-agente, cercherà i servizi che meglio corrispondono alle richieste effettuate ed eventualmente ricostruiranno per composizione quei servizi non offerti direttamente. Chi sviluppa e mantiene le applicazioni Cloud sarà in grado di posticipare le decisioni riguardanti chi deve offrire i servizi al momento in cui questi verranno eseguiti. Gli utenti finali, saranno in grado di individuare i servizi Cloud che meglio corrispondono alle proprie esigenze. La piattaforma mOSAIC avrà anche l'effetto, quindi, di facilitare la competizione tra differenti Cloud Provider che saranno a loro volta in grado di raggiungere nuovi tipi di utenti.

 

La Seconda Università di Napoli coordina il Progetto mOSAIC finanziato dalla Commissione Europea nell'ambito della Call 5 del Settimo Programma Quadro per l'Information and Communication Technology. Il coordinatore del progetto è il Prof. Beniamino Di Martino. Il progetto coinvolge altri 8 partner da 7 paesi Europei: l'Institute e-Austria di Timisoara (Romania),  AITIA International Informatics Ing. (Ungheria), l'Agenzia Spaziale Europea (Francia), Tecnalia (Spagna), Terradue SRL (Italia), XLAB (Slovenia), Università di Lubliana (Slovenia), Politecnico di Brno (Rep. Ceca). Il totale del finanziamento  per il progetto è 3.7 milioni di euro, e le attività si svolgono dal Settembre 2010 al Febbraio 2013.

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