E-partecipation
Le amministrazioni mettono in atto un processo paritario e condiviso con i propri utenti, finalizzato alla risoluzione dei problemi urbani e alla relativa accountability istituzionale; dall’altro i cittadini divengono parte attiva nella gestione e nel miglioramento dei servizi pubblici.di Roberto Marsicano
di Roberto Marsicano
Marketing e Communication manager di Posytron
ePartecipation sta per electronic partecipation, cioè quel processo per cui si consente ai cittadini di partecipare alla governance delle comunità attraverso l’uso degli strumenti ICT e, in particolare, attraverso le tecnologie web che permettono un’interazione più semplice e più efficace fra la Pubblica Amministrazione e il cittadino, che da citizen diventa net-citizen, dove il termine net non sta tanto nel fatto che utilizzi la rete, ma piuttosto nel fatto che è “in rete” con la P.A. e con gli altri cittadini, costituendo così di fatto un agorà elettronica dove la democrazia diventa e-democracy a supporto di una P.A. che si avvale di strumenti di e-government.
Questo obiettivo è bene delineato nell’Action Plan europeo 2007-2010 e nasce dalla considerazione che la rivoluzione digitale forniva tutti gli strumenti per permettere a tutti gli stakeholders interessati alla governance dei sistemi pubblici di poter intervenire nei processi di consultazione, di petizione nonché di lobbying con alcune estremizzazioni, quali il voto elettronico, su cui esistono fortissimi dubbi sopratutto relativamente alla sicurezza dei risultati ottenibili con strumenti che non sono a prova di manomissioni.
Altra estremizzazione della e-democracy è quella del superamento della democrazia rappresentativa sostituibile con sistemi di rappresentanza diretta, un tema che riporta a galla il problema della sicurezza del voto elettronico (già sotto pesante attacco giudiziale negli USA da parte della EFF relativamente alla macchine per il voto), per cui l’attuale situazione pratica della e-partecipation si incentra sul concetti di partecipazione come “collaborazione” al miglioramento della vita della comunità con attività “anche” delegate ai cittadini quali la verifica dell’attività della PA, per cui si parla di open data e open government, cioè della messa a disposizione “anche” in un formato elettronico accessibile di tutti i dati della PA in modo che dalla elaborazione fatta in autonomia dai cittadini stessi possano essere rilevate tutte quelle incongruenze e malversazioni dell’attività della PA e di come è gestita ed effettivamente allocata la spesa pubblica.
In questo ambito di trasparenza, ben delineata nel libro bianco di Delors del 1994, dove si specificava che la gestione comunitaria doveva essere basata su apertura, partecipazione, responsabilità, efficacia e coerenza, la EU ha lanciato nel 2007 un suo modello di ePartecipation che si estrinseca in una serie di progetti volti a rendere più comprensibile il linguaggio giuridico al fine di permettere ai cittadini europei di comprendere il processo di legificazione nonché poter intervenire ed essere coinvolti per implementare al meglio le leggi dell’Unione.
Accanto a questi temi istituzionali sono nati altri progetti, sia pubblici sia privati, che intendono far partecipare attivamente i cittadini alla vita della loro comunità e fra questi quelli per far sentire la loro voce, ed abbiamo quindi strumenti di ePetition come il sistema ePetioner del parlamento scozzese, di quello del Queensland australiano o del Bundestag tedesco. In Italia abbiamo invece modelli che tendono a favorire il diritto di accesso alla rete come il progetto iperbole di Bologna e progetti similari a Modena e Torino.
Altri sistemi, nati in USA e in UK, invece si rivolgono a scopi più immediati e di impatto diretto per la vita dei cittadini come Fixmystreet , un progetto inglese che permette di segnalare alla PA locale disservizi riscontrati sul territorio e uno similare americano SeeClickFix. In Italia strumenti simili sono stati creati dal Comune di Venezia e da quello di Genova.
Un’esigenza di far partecipare i cittadini alla manutenzione urbana che è sentita in diverse parti del mondo e infatti abbiamo portali di ePartecipation in Norvegia con Fiks Gata Mi, in Olanda con Buiten Beter , in Australia con It’s Buggered Mate , in Brasile con Urbanias , a Cipro con Fixcyprus, in Georgia con chemikucha e in Kenya con huduma.
Insomma, un insieme di esperienze che mostra un’attenzione nuova all’utilizzo degli strumenti on line su problemi concreti che attengono al vivere quotidiano e alla qualità dei servizi pubblici erogati. Da un lato le amministrazioni mettono in atto un processo paritario e condiviso con i propri utenti, finalizzato alla risoluzione dei problemi urbani e alla relativa accountability istituzionale; dall’altro i cittadini divengono parte attiva nella gestione e nel miglioramento dei servizi pubblici.
Un’esperienza italiana – sempre nell’uso delle nuove tecnologie di comunicazione a servizio della partecipazione attiva – è il progetto “ePART” di Posytron, che è un intermediario semplice e diretto tra cittadino e pubblica amministrazione nella gestione delle problematiche urbane: basandosi sul principio della partecipazione responsabile, ePART si caratterizza come una soluzione web attraverso cui il cittadino può segnalare eventuali problemi o disservizi direttamente alla PA dal luogo in cui si trova, via smartphone o internet, con tanto di foto e descrizione. Viceversa, il Comune può tracciare lo stato dell'intervento, una volta raccolta e inoltrata la segnalazione a chi di competenza, tenendo costantemente aggiornati gli abitanti: accedendo a ePart.it, l'utente può visualizzare sulla mappa della città le segnalazioni pregresse e le relative informazioni.
L’applicazione più nota di ePart è quella al comune di Udine, dove è stato inserito nel progetto Ascolto Attivo, voluto dall’assessore all’innovazione Paolo Coppola e dal sindaco Furio Honsell, e che in otto mesi ha riscosso un grado di soddisfazione del 77% dei cittadini, con solo un 2% che preferisce vecchie modalità di segnalazione via telefono o lettera.
A Udine quasi la metà delle segnalazioni riguarda la manutenzione stradale, il 12% la segnaletica stradale, l’l1% i rifiuti e l’esperienza nella città friulana ha portato ad ulteriori miglioramenti di ePart relativamente alla implemenatazione di funzioni di dialogo con gli operatori comunali in modo che il cittadino possa intervenire anche dopo la chiusura degli interventi se rietiene che non siano fatti a regola d’arte.


