La vincitrice 2011
"Facile" la soluzione di Kelyon vincitrice del premio TechnologyBIZ per l'Innovazione Applicata
Da sinistra Bruno Uccello, CEO di TBiz e Gaetano Cafiero, amministratore dell’azienda Kelyon, premiata al TBiz per il progetto “Facile”
La burocrazia diventa “Facile”: istruzioni per l’uso
di Cristian Fuschetto
Riuscire a tagliare tempo e costi alla burocrazia è impresa che sa di rivoluzionario. Del resto, Balzac lo ha spiegato da par suo: “la burocrazia è un gigantesco meccanismo mosso da pigmei”.
Ammesso e non concesso che i pigmei stigmatizzati dal romanziere francese possano “crescere” e sveltirsi, intervengono oggi i sistemi informatici intelligenti ad assestare un colpo mortale al nemico giurato di cittadini e imprese.
Questo, per esempio, è l’obiettivo di “Facile”, la soluzione cui è stato appena assegnato il “Premio TechnologyBIZ 2011 per l’Innovazione Applicata”. A sviluppare l’applicazione che promette di innescare una piccolo golpe nelle pubbliche amministrazioni è la Kelyon, azienda napoletana specializzata nella realizzazione e nello sviluppo di soluzioni basate sull’utilizzo di tecnologie open source.
“Facile – spiega Gaetano Cafiero – amministratore unico della software house partenopea – permette agli impiegati di qualsiasi istituzione di produrre comunicazioni ufficiali secondo le specifiche dell’ente di appartenenza. L’applicazione è pensata per essere di semplice utilizzo e abbiamo già testato risparmi di tempo notevoli nella pratica quotidiana del lavoro delle amministrazioni pubbliche”.
La prima città su cui verrà sperimentato il nuovo software è proprio Napoli, con cui la Kelyon ha avviato una collaborazione per lo snellimento delle pratiche di comunicazione istituzionale nello scorso aprile. “Gli impiegati comunali che finora stanno utilizzando Facile sono ancora poche centinaia – dice Stefano Tagliaferri, responsabile Ricerca e Sviluppo della Kelyon – ma entro pochi mesi saranno circa cinquemila. Ogni impiegato potrà scrivere velocemente ogni singola comunicazione rispettando e favorendo allo stesso tempo il tasso di riconoscimento visivo dell’ente”. Il sistema si sviluppa infatti secondo tre strati: uno strato esterno, che consiste in una particolare interfaccia grafica percepita dall’utente come una pagina web; uno stato intermedio, strutturato con una componente software che raccoglie tutti i contenuti inseriti attraverso l’interfaccia grafica mettendoli in relazione con le funzionalità di composizione del documento finale; e infine uno strato interno, costituito dalla Xelatex, un programma open source di composizione di testo. A differenza di programmi come l’Office della Microsoft, Xelatex ha il vantaggio di avere codici sorgente aperti e quindi costantemente perfezionabili dagli utenti.
“In molte amministrazioni – sottolinea Cafiero – il costo del software determina una notevole voce di spesa; se la casa produttrice di un software a pagamento, ad esempio, decide di non rinnovare la licenza o di abbandonare lo sviluppo del software utilizzato, o anche di imporre limitazioni sull’utilizzo, tutte queste scelte si ripercuotono sull’intera macchina amministrativa. Con il software open source – continua il leader della Kelyon – l’ente non perderà mai il diritto di usare i propri programmi se un fornitore fallisce o decide di non rinnovare la licenza, perché potrà tranquillamente rivolgersi a un altro fornitore per ricevere supporto senza dover cambiare i propri programmi”.
Sul fronte della lotta alle major dell’informatica Napoli è tra le città più attive d’Italia. E del 2009 la delibera che promuove la migrazione graduale verso l’uso di tecnologie a codice aperto e, nello scorso marzo, è stato anche istituito un Osservatorio sull’Open Source, con l’obiettivo di valutare e individuare nuovi strumenti per favorire questo processo. “Siamo particolarmente orgogliosi di aver conquistato questo premio– dichiara infine Tagliaferri a proposito del riconoscimento ottenuto nell’ambito del più importante evento sull’Ict promosso nel Mezzogiorno – perché sappiamo che le innovazioni proposte sono state valutate in base al grado di originalità e di novità”. A conferma del valore aggiunto dell’”Industria della conoscenza” rappresentata dai nostri atenei, è il caso di segnalare che alla realizzazione di Facile ha collaborato anche Agostino De Marco, docente del Dipartimento di Ingegneria Aerospaziale (Dias) dell’Università degli Studi di Napoli “Federico II”.


